mercoledì 3 dicembre 2008

La gestione di un gruppo

Credo che la cosa più importante prima di parlare di tecniche di formazione si quella di capire come gestire un aula e quindi come coordinare un gruppo.

Un formatore può coordinare un gruppo almeno in due modi:



  1. limitandosi ad indire i vari corsi e a "dirigerli" come un sergente;

  2. tenendo presenti una serie di accorgimenti di pianificazione e di organizzazione sia per il momento antecedente l’incontro sia per quando il corso è in atto;

Non è difficile intuire che la seconda ipotesi sia da ritenersi più funzionale per il gruppo e gratificante per il coordinatore\formatore. Quando il coordinatore si appresta ad organizzare un corso è necessario che si prefigga come primo obiettivo la massima produttività ed efficacia del corso stesso e, quindi, tenga presente due fattori: quelli più propriamente strutturali (tempi, luogo ecc.) e quelli che potremmo definire "psicologici" (motivazioni, aspettative, processi e dinamiche di gruppo ecc.).

4 commenti:

Andrea ha detto...

credo che i fattori che tu definisci "psicologici" siano molto importanti per un buon risultato, ma al tempo stesso sono anche i più difficili da regolare e controllare!

Marco ha detto...

Credo che le due opzioni nominate possano essere un po' restrittive. Il fatto è che - a mio parere - il formatore dovrebbe svolgere le varie attività non con autorità ma con autorevolezza.
Ad esempio, io sto affrontando la questione dell'outdoor training... ti immagini se il formatore volesse svolgere le attività con autorità cosa succederebbe? sembrerebbero attività paramilitari, la gente se ne andrebbe di corsa!

Michela ha detto...

Sono d' accordo con te, ma nello stesso tempo credo che la formazione di cui stimo parlando tocchi due ambiti diversi. L' outdoor credo sia un esperienza più libera rispetto alla formazione in aula e per questo sia meno rigida nel controllo.
hanno tutte e due un valore molto alto ma le tecniche usate sono sicuramente diverse.

Potterina86 ha detto...

sono d'accordo con il secondo punto ma l'idea del formatore come la esprimi nel primo punto mi dà l'idea di una figura da cui dipenda ogni idea, ogni pensiero, invece trovo che, anche se ha un controllo generale su tutto, il formatore propio perchè tale lascia un enorme libertà alle persone che deve fomare e spesso si fà guidare da loro e dalle loro idee e ne trae spunto per la sua formazione. La formazione è flessibile e mutabile secondo le esigenze di chi deve riceverla e non può essere impartita da una figura che controlla è una visione troppo limitata dellle capacità che deve avere il formatore.